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lunedì 31 marzo 2014

UN MARCHIGIANO AL “JAZZ WORLD PHOTO”: ANDREA ROTILI, JAZZ PHOTOGRAPHER

Sono marchigiana, amo il jazz perciò questa notizia non poteva che incuriosirmi e rendermi orgogliosa dei traguardi raggiunti da un mio conterraneo: il fotografo Andrea Rotili.
La notizia è che lo scorso 21 Marzo è stata inaugurata la “Jazz World Photo” in Trutnov – Repubblica Ceca, mostra internazionale di fotografia jazz che ospiterà le 30 migliori opere, frutto di una precedente selezione, presentate dai professionisti del settore, provenienti da ogni parte del pianeta.
Tra le opere c'è quella di questo mio conterraneo, Andrea Rotili, elpidiense di nascita e Morrovallese di adozione, fotografo freelance che da alcuni anni è entrato nel contesto nazionale e internazionale immortalando i migliori artisti del mondo ai loro concerti e nelle rassegne internazionali di musica Jazz.
Andrea rappresenta l’Italia con una foto raffigurante Omar Sosa , scattata ad Umbria Jazz 2013, manifestazione nella quale il nostro professionista era accreditato tra i fotografi ufficiali, in occasione del 40° anniversario. (fonte Andrea Censi, www.informazione.tv).





L'ho subito contattato per porgli alcune domande. Di seguito l'intervista.

domenica 23 marzo 2014

4 CHIACCHIERE VIRTUALI CON... NICOLA FAZZINI

Ieri pomeriggio mi sono collegata via fb con il sassofonista e compositore veneto NICOLA FAZZINI, reduce dall'appena concluso festival JAM Jazz a Mira da lui diretto, e dalla recentissima realizzazione di un nuovo lavoro discografico con l'XY Quartet per nusica.org.

Ph. Fabio Bertolini



Nicola Fazzini, classe 1970, è direttore della Scuola Thelonious Monk di Mira (VE) nonché docente presso la stessa, dove segue la classe di sax e il progetto big band. Dal 2011 è direttore artistico della rassegna “JAM Jazz A Mira”. Ha avviato negli anni molti progetti musicali originali, suonando tra l’Europa, gli USA e l’Asia. Tra i più recenti e longevi vi sono il Nicola Fazzini Quartet con Riccardo Chiarion, Stefano Senni e Luca Colussi; il Try Trio con Gabriele Evangelista e Francesco Cusa; XYQuartet di cui è co-leader con il bassista Alessandro Fedrigo.

La chiacchierata si è svolta in una chat aperta a chi volesse intervenire con domande e commenti. Bastava farne richiesta tramite messaggio privato e gli avremmo aperto la conversazione.

venerdì 14 marzo 2014

I GIGANTI DELLA MONTAGNA E LA TENTAZIONE DI ESSERE ILSE

Di loro, sul web, non si trova molto: alcune recensioni, tutte positive, tra cui quella di Mario Evangelista su Musica Jazz, molte su blog e siti in lingua inglese, poi alcuni link sulla distribuzione o per gli ascolti (che poi puntualmente vi darò).
Ma per fortuna a volte capita che le cose belle trovino te e ti facciano tornare la voglia di condividerle. Sono contenta che il primo post su questo blog, dopo tanto, riguardi I Giganti della montagna: un trio fondato nel 2012 dal sassofonista e compositore siciliano Ferdinando D'Urso insieme al pianista Lorenzo Paesani e al violoncellista Federico Sconosciuto.
Due frasi mi hanno colpito nel “dialogare” con Ferdinando D'Urso in occasione di questo post. Una stava nella lettera che accompagnava il suo bel cd e diceva “Spero che il cd ti piaccia come è piaciuto a noi farlo” e l'altra tra le righe dell'intervista che gli ho mandato: “... tutto quello che facciamo è un atto d'amore”.
Forse è questo il segreto, il piacere e l'amore che mettono nel loro lavoro è palpabile e infatti ci sta dentro tutto ciò che amano e che fa parte della loro formazione e del loro vissuto: la musica d'arte occidentale, la musica improvvisata, il jazz e la musica folk siciliana. L'obiettivo è raggiungere quel mix perfetto che potrebbe essere chiamato, con le parole di Gunther Schuller, terza corrente.

Cosa ne è venuto fuori? Un lavoro inaspettatamente coerente, equilibrato e maturo.


martedì 9 ottobre 2012

SA DI GROOVE IL JAZZ DELL'HUMPTY DUO


Chi è Ornette Coleman? Uno che ha detto: «non c'è alcuna maniera “giusta” di suonare jazz». Probabilmente è a quest'idea di libertà espressiva che giovani musicisti come Mateo Mosolo e Luca Dal Sacco si ispirano nel loro insolito progetto: contrabbasso, chitarra acustica... e basta. Due casse di risonanza in cui dare vita e risalto a idee e soluzioni armoniche tutt'altro che comuni. Non ci sono ruoli, si procede per sottrazione e libera improvvisazione, si passa per situazioni scarne ed essenziali, a fil di corda; ci si addentra in atmosfere groovy, dense di ritmo (ma dove sono le percussioni???), si gustano dialoghi serrati e momenti più ariosi, spensierati.... Ci immaginiamo due amici che prima parlano animatamente di filosofia o politica e subito dopo si abbandonano ai ricordi o a chiacchiere leggere e divertenti...




E sono proprio due amici quelli che stiamo ascoltando, le loro idee tradotte in musica: Matteo, ventisette anni, si avvicina al jazz dopo aver iniziato a suonare il contrabbasso nel 2005. Prima semplicemente per provare qualcosa di diverso dalla musica classica che studiava già da due anni. Per scoprire, poi, che il jazz «è una musica molto più stimolante e divertente» (cit.), scoperta che lo ha invogliato a studiarlo seriamente e con passione.
Poi c'è Luca, 23 anni soltanto, suona jazz da quando ha iniziato a studiare la chitarra, a 17. Grazie al papà, noto chitarrista jazz della scena friulana, che gli passa i dischi di Mike Stern e di Pat Metheny e ottimi consigli, si appassiona subito a questa bellissima musica.
E poi, cosa succede?

sabato 8 settembre 2012

FILIPPO COSENTINO: FRA LA VIA EMILIA E IL JAZZ


Filippo Cosentino, classe 1983, piemontese d'origine, emiliano d'adozione: giovane chitarrista, compositore ed arrangiatore che colpisce, oltre che per la sua musica (è da qualche mese uscito il suo primo disco "Lanes"), anche per il suo modo di ragionare, di vedere la vita – come un gioco, molto serio, in cui si seguono delle linee guida, ma in cui non si sa mai esattamente cosa accadrà nel prossimo futuro, pronti quindi a vivere intensamente tutto ciò che la vita offre - e i rapporti con gli altri: "Ricordarsi sempre degli altri senza mai tradirne la fiducia e la stima, essere quindi persone oneste e sincere; piuttosto di fare un grande passo in carriera a danno di un altro, non lo faccio". Belle le sue parole a proposito della fruizione musicale oggi: "Bisognerebbe tornare a sentire la musica per quello che ci dà, al cuore dico e non alla testa. Applaudite ciò che veramente vi piace. Torniamo a pensare con la nostra testa".
Artista poliedrico, curioso, sempre pronto ad immagazzinare e rielaborare in musica ogni sensazione o stimolo che incontra: la musica che ha sperimentato, dal jazz con i suoi mostri sacri (Miles Davis, Gil Evans, Thelonius Monk...) al blues, al rock; la letteratura mediorientale di cui ama il messaggio unanime di pace e rispetto reciproco; i ricordi di avvenimenti che ti cambiano la vita, gli incontri umani e professionali, la maestosità della natura, i concetti espressi nei libri di filosofia, storia, politica, letteratura, musicologia...



Filippo sviluppa un amore particolare per la chitarra fin da piccino quando ascoltava suo padre che insieme agli amici si accompagnava cantando sulle canzoni di Beatles, Battisti e altri. Da lì è iniziato tutto: attratto irresistibilmente da questo strumento, a sette anni riceve la sua prima chitarra e iniziano per lui le prime lezioni che, nonostante la giovanissima età, vive come un puro piacere. Si sono susseguiti poi studi privati da diversi insegnanti, e negli anni successivi seminari, workshop e conservatorio.
Inizia nel frattempo a frequentare gli ambienti musicali, in seguito ad un trasloco a Bologna (dove ha iniziato la carriera di studi e concerti) e per propria attitudine, non si ferma mai ad un solo genere ma spazia, ad ampio raggio: "Anche da questo nasce Lanes - spiega - ho avuto la fortuna, in ogni ambiente, di suonare con grandissimi artisti".